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L'Araba Fenice: mostra di scultura di Amelia Lucci

martedì, 29 agosto 2017 21:27

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Mafalda Bruno
Il 31 agosto p.v. Isola del Gran Sasso (TE) farà sfoggio di Arte , A maiuscola, con la mostra di scultura ideata e creata dall'artista isolana Amelia Lucci.
Il titolo della mostra ha uno speciale e preciso significato: l'Araba Fenice, come noto, è un uccello mitologico capace di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte.
Nei miti greci era uno stupendo uccello sacro, simile ad un'aquila reale, e aveva un favoloso piumaggio, il collo color d'oro, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d'oro e in parte di porpora, un lungo becco affusolato, lunghe zampe e ben cinque piume, due delle quali le scivolano morbidamente giù dal capo e altre tre pendono dalla sua coda piumata.
Nel simbolismo dunque di questo essere mitologico, nella sua varietà di componenti di colori e variegate nuances, ma sopratutto nella capacità (di per sè innaturale, illogica) di risorgere dalle proprie ceneri, tutto questo è il mix artistico in cui l'evento di Amelia Lucci va inquadrato e osservato, il giusto contesto in cui l'Artista lo ha pensato e creato: vale a dire un omaggio, ma anche uno sprone, un incoraggiamento, un sursum corda rivolto al nostro paese che tanto ha sofferto e tanto continua a patire.
Un particolare significato di questo binomio mostra/rinascita, è dato dagli specchi rotti che rappresentano le mille difficoltà che il nostro piccolo centro ha sofferto: lacerazioni e spaccature che hanno segnato l'animo dei compaesani oltre che le loro case di una vita; nel contempo però, i mille riflessi di luce che essi irradiano intorno, assumono il significato di grandi e piccoli bagliori di speranza, un invito a reagire, a non avvilirsi o arrendersi allo sconforto: vogliono essere, al contrario, un incitamento a sperare ed adoperarsi, ognuno come può a che i piccoli centri come la "nostra Isola" tornino a pulsare di vita vissuta.
Così come il cerchio di pietre posto alla base: con il fuoco a rappresentare da una parte il tormento, l'angoscia davanti ad eventi che scuotono le anime oltre che gli edifici, ma anche il calore, l'amore e la passione per il luogo in cui si è nati e cresciuti.
L'auspicio è che molti isolani si rechino a rendere omaggio al talento di questa nostra Artista: se una/uno di noi, del nostro stesso paese ha un talento innegabile e riconosciuto finanche fuori dal nostro contesto territoriale, in queste occasioni di eventi dimostrativi va fatto quadrato compatto attorno a lei/lui. Nel campo artistico come in qualunque altro campo.
Se un nostro compaesano dimostra di avere il fattore X in una qualsivoglia disciplina, il suo talento rappresenta, di conseguenza, una ricchezza per tutto il nostro territorio e, di riflesso, per ognuno di noi singolarmente.
Pertanto tale ricchezza va custodita, sostenuta e sbandierata orgogliosamente ai quattro venti.
“Post fata resurgo”: dopo la morte torno ad alzarmi. (Motto della Fenice)
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