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Strasburgo: il commissario europeo Moscovici, la Co- Mai e Cili- Italia condannano fermamente la strage

giovedì, 13 dicembre 2018 17:59

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Fabrizio Federici
La polizia francese ha diramato una foto segnaletica di Cherif Chekatt, il sospetto attentatore di Strasburgo, e lanciato, la sera stessa di mercoledì 12 dicembre, un appello a chiunque l' abbia visto ad entrare "immediatamente" in contatto con la centrale operativa. La foto segnaletica diffusa sul profilo Twitter della Police Nationale è accompagnata dalla descrizione fisica dell'assalitore: "29 anni, 1 metro e 80, corporatura normale, capelli corti, eventuale barba, pelle scura, segno sulla fronte". "Individuo pericoloso, non intervenite da soli. Contattate il 197", si legge nel messaggio. Ed è caccia all'uomo in tutta l' Europa: Cherif, nella nota di allerta  diramata anche in Italia, viene descritto come una "persona armata e pericolosa suscettibile di viaggiare a bordo di Ford Fiesta targata CX168FD". 
Il procuratore di Parigi, Remi Heitz, ha precisato che due persone sono morte, e la terza è in stato di morte cerebrale. Il giovane giornalista italiano rimasto ferito (da un proiettile penetrato alla base del collo, vicino al midollo spinale), Antonio Megalizzi, sta lottando contro la morte in un ospedale (la ministra della Salute francese, Agnes Buzyn, a una domanda sulle condizioni dell'italiano ferito, ha detto di non poter fare precisazioni sulla nazionalità delle persone coinvolte). 
L'aggressore – è stato riferito - ha gridato 'Allah Akbar'. Quattro persone a lui vicine - tra cui il padre e due fratelli - sono attualmente in stato di fermo:  lo riferiscono fonti di polizia citate dall'emittente francese “Bfm-Tv”, che aggiunge che alcuni membri della famiglia sono noti per essere radicalizzati. Il terrorista potrebbe essere fuggito in Germania subito dopo l'attentato: è quanto trapela da fonti di sicurezza franco-tedesche citate da “Bild”. Fonti investigative tedesche ritengono plausibile che Cherif Chekatt abbia dei riferimenti cui appoggiarsi in Germania (dove da tempo esiste una rete di organizzazioni terroristiche di stampo islamico, legate a loro volta, secondo gli inquirenti tedeschi e la stessa Scotland Yard britannica, alla rinata “Thule Gesellschaft”, la famigerata società esoterica tedesca degli anni '20 incubatrice, a suo tempo, dell' elite dirigente nazista).
"Il cuore della democrazia europea colpito dalla follia omicida", ha commentato a caldo il commissario europeo agli Affari economici, il francese Pierre Moscovici, anche lui a Strasburgo. Peraltro già due anni fa, sempre sotto Natale, la polizia francese aveva sventato un possibile attacco terrorista ai mercatini, smantellando una cellula a Marsiglia. Stavolta qualcuno si è riuscito a infilare tra le maglie della sicurezza, e a colpire la città dell'Alsazia, sin dal '700 al centro delle contese territoriali franco-tedesche, e ora simbolo della democrazia europeista.
Piena solidarietà ai francesi e ai familiari delle vittime e dei feriti, insieme alla condanna, con fermezza e senza ambiguità, del feroce attentato di Strasburgo, vengono espresse dalle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-Mai) e dalla Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa (Cili-Italia), "Cristiani in moschea": che commentano la strage di Strasburgo, continuando la loro  politica dei “due binari”. "Da una parte condannare, prevenire e combattere il terrorismo, garantendo la sicurezza di tutti senza distinzioni tra italiani e cittadini di origini straniera,  laici quanto appartenenti alle varie religioni. Dall'altra,  promuovere politiche adeguate per l'integrazione, facendo proposte concrete alle istituzioni", dichiara il prof. Foad Aodi , fondatore di Co-mai e di Cili-italia.
“In questi ultimi anni, molto difficili per i tanti attentati terroristici, e con noi soggetti a strumentalizzazioni politiche contro l’immigrazione, i musulmani e il mondo arabo, non abbiamo mai perso, però,  la speranza di arrivare a una proficua convivenza tra le religioni e le civiltà, condannando tutti gli attentati senza ambiguità e senza paura”, continua Aodi. Che si appella a tutte le comunità musulmane, arabe e di origine straniera in Francia, in Italia e in  tutta Europa: alle quali chiede di non esitare a denunciare qualsiasi elemento sospetto, senza allarmismi.  Augurandosi, al tempo stesso,  che prima possibile venga arrestato l'attentatore in fuga e si ritorni, in tempi brevi, alla serenità per tutti, senza mai abbassare la guardia contro ogni tentativo o provocazione che cerca di scatenare una guerra tra religioni.
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