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Nella tragedia di neve e terremoto, ho scoperto che Dio esiste

lunedì, 21 gennaio 2019 14:13

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Mafalda Bruno
Pubblichiamo volentieri il racconto di un uomo che si trovò, come tanti di Isola del Gran Sasso e dell’entroterra teramano tutto, a lottare per la sopravvivenza in quel maledetto gennaio 2017 quando neve e terremoto ridussero centinaia di persone alla stregua di topi in gabbia, senza poter uscire per la neve alta e costretti a subire dentro le loro case anche le scosse sismiche.
“Mi chiamo Nicola Trabassi, sono abruzzese e vivo in una frazione di Isola del Gran Sasso, Cerchiara, che mi ospita da tempo. Qui, tra scorci bellissimi di natura e verde, esiste una struttura di accoglienza chiamata “Nido del Focolare Maria Regina”.
Posizionata in un ambiente naturale molto suggestivo, la Comunità è circondata da un bosco secolare ed ha ampi spazi verdi all’aperto con apposito spazio giochi attrezzato. In questo luogo, specie i bambini piccoli, hanno modo di crescere armonicamente, anche sotto il profilo della salute fisica, grazie ad un’ottima qualità dell’aria e dell’ambiente naturale. Le modalità di accesso alla Comunità sono tali da garantire la protezione del minore da eventuali comportamenti intrusivi o violenti. Gli ambienti (spazi, arredi, ecc.) sono organizzati proprio come una casa in cui vivono bambini piccoli e riscaldata da più caminetti e da materiali in legno.
Adibita proprio come una casa qualsiasi ma molto accogliente, il Nido dispone di una superficie coperta di circa 1300 mq, all’interno della quale sono situate le stanze per i neonati con le relative culle (6 camere con culle e con letti per educatori), quelle per il coordinatore e l’assistente, una sala mensa, una cucina, una sala soggiorno, una sala giochi, una piccola cappella e i servizi igienici, servizio lavanderia, una sala per incontri con le famiglie (www.ibambini.it)
A sovrintendere le attività, tra le altre persone specializzate nel settore, spicca la figura di una Suora dal cuore grande, Suor Caterina, amata da tutti quelli che la conoscono.
Detto questo, devo precisare che io, da convinto comunista, non ho mai visto di buon occhio i preti e le suore, in pratica clero e Chiesa. Ma qualcosa ha fatto scricchiolare leggermente le mie convinzioni, ed è stata, nel 2017, quella grande nevicata che ha colpito la mia zona già martoriata da terremoti. Insieme a tanti miei paesani, dopo aver spalato neve per ore, riuscimmo ad arrivare al Nido del Focolare, per cercare un rifugio per i nostri bambini e le nostre donne.
Ad ogni metro che avanzavo nella tormenta mi chiedevo con angoscia, ovemai la suora non ospitasse i miei bambini, dove potessi mai andare, e non trovavo una risposta. Appena arrivati suonammo al portone e una suora piccola ci aprì e ci disse” a voi vi manda il buon Dio”. Io le risposi “suora veramente io sono venuto a chiederle se può ospitare i miei bambini”. Lei mi rispose “la casa mia è aperta a tutti”. Poi ho saputo che questa lei si chiama suor Caterina.
Entrati dentro portammo le nostre famiglie nel luogo più sicuro che in quel momento era per noi un miracolo. Ci riscaldammo noi uomini e quando eravamo pronti per tornare al paese, la suora ci chiamò e ci disse “Qui ci servono braccia di uomini, rimanete qui ad aiutare anche noi, il gasolio sta per terminare e non abbiamo scorte per proseguire la nottata”.
Eravamo esclusi dal mondo, senza luce e i riscaldamenti che non funzionavano: c’era solo un camino a legna che ci scaldava e si può immaginare quei bambini al freddo in che condizioni si trovassero.
Iniziammo a mandare messaggi di richieste aiuto e dopo tanto la buona sorte ci venne incontro. Per fortuna avevo con me 2 cellulari, di cui uno aziendale, e proprio li mi arrivò un messaggio “stiamo arrivando, dacci le coordinate”. Il mio ex principale insieme ai miei colleghi de L'Aquila il giorno 20, nel pieno della tormenta, riuscirono ad arrivare nella frazione di Fano a Corno portandoci viveri e gasolio; gli stessi aquilani che nel 2009 soffrirono i danni immensi di quel terremoto che svegliò con terrore anche tutti noi del teramano, stavolta erano venuti a soccorrere noi.
Di tutta questa esperienza tremenda la cosa principale che volevo raccontare è che io devo molto a Suor Caterina, a Suor Pina e tutti quei bambini che mi hanno fatto riscoprire che sì, forse Dio esiste, e io posso averlo incontrato nelle donne e negli uomini di cuore che non esitano a dare una mano a chi è in difficoltà, senza pretendere nulla in cambio.
Non sarà stata, la mia, una folgorazione tipo San Paolo sulla Via di Damasco, ma un piccolo fulmine a ciel sereno sulla via di Cerchiara sicuramente.
Grazie Suor Caterina, grazie a quei piccoli bambini, e grazie anche a Stefano Volpe, imprenditore aquilano burbero forse, ma dal cuore forte e gentile.
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