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Il Gran Viaggio in Italia: No green pass, non entri al cinema

lunedì, 04 ottobre 2021 06:35

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Oscar Bartoli
Tutti a vedere James Bond, altro che andare a votare per le comunali.
A Porta di Roma, il grande centro commerciale che non ha alcunché da invidiare a quelli americani, UCI che gestisce i cinema ha riservato la maggioranza delle sale a "No time to die", per far fronte alla marea di persone che si affollavano di fronte alle macchinette dei biglietti, perché di gente che voglia lavorare dietro un banco per qualche ora, non se ne trova più.
A proposito delle macchinette ci sono quelle che fanno i biglietti dietro il pagamento in contanti, e quelle invece che lavorano con le carte di credito.
Ma, senza un cartello che indichi la differenza, i futuri spettatori fanno diecine di minuti di fila per poi rendersi conto dell'errore.
Dopo le escandescenze di un impiegato dell'azienda che avrebbe dovuto indirizzare e aiutare il pubblico di fronte alle infernali macchinette (chiaramente su di giri per la fatica) per nostra fortuna è intervenuto un giovane che ci ha aiutato con gentilezza concordando con noi e altri sul fatto che la procedura prevista dalla macchina dei biglietti è troppo complessa.
Sosta al bar del complesso plurisale per il doveroso acquisto del popcorn e Coca Cola. Tre cartoni medi di popcorn e tre bevande costano più di 30 euro che poi è la stessa fregatura che ti spalmano addosso in America.
Ma la novità a questo punto è l'esame del green pass per accedere al complesso delle multisale.
Solo che i Bartoli il green pass non ce l'hanno perché questo documento ha valore per i paesi dell'Unione Europea.
Il poveretto messo a controllare il documento all'ingresso di fronte all'ostensione dei nostri passaporti americani e dei certificati che attestano la doppia vaccinazione negli USA, vacilla ed entra nel panico.
"A me dei vostri passaporti non interessa. Chi non ha il green pass non può entrare. Mettetevi da una parte che chiamo il direttore", ci dice.
Dietro di noi si e' formata una lunga fila di persone che seguono con interesse la vicenda.
A questo punto apro lo zip del mio borsello e tiro fuori la copia della Gazzetta ufficiale del 23 agosto con l'ordinanza del 18 giugno 2021 che tra i vari paragrafi recita: " ...l'ingresso nel territorio nazionale è consentito altresì ai soggetti provenienti dal Canada, dal Giappone e dagli Stati Uniti d'America, a condizione che siano in possesso di una certificazione verde Covid 19, rilasciata dalla rispettive autorità sanitarie locali..."
Lo scrutinatore legge a fatica il paragrafo del documento che gli mostro.
Dà un'occhiata al mio certificato di doppia vaccinazione americana, non gliele può importare di meno di quelli di mia moglie e Max e ci sollecita di entrare, con grande sospiro corale della fila formatasi alle nostra spalle. E ci ringrazia pure per avere allargato le sue conoscenze professionali.
Chiaramente di americani non deve averne visti molti nel suo teatro.
Quanto al film, nonostante il giudizio acido dei critici ci è piaciuto. Fatto bene, recitato bene, diretto bene.
Ed anche questa è Italia.

Letter from Washington DC: Il Gran Viaggio in Italia: No green pass e tu non entri al cinema (oscarb1.blogspot.com)
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