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Paola Marzotto: Ode alla Natura

giovedì, 08 settembre 2022 05:27

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Antarctica, Melting Beauty
Francesca Bianchi
FtNews ha intervistato la fotografa e fotoreporter Paola Marzotto, fondatrice di Eye-V Gallery, una galleria globale specializzata in fotografia naturalistica-artistica che riunisce diversi artisti, la cui ricerca è tesa a mostrare il miracolo, la magia, la perfezione della Natura. Paola Marzotto è anche autrice della mostra Antarctica, Melting Beauty, che lo scorso anno è stata inserita nel programma del Padiglione Italia “Comunità Resilienti, Sud Globale”, organizzato per la 17° Biennale di Architettura di Venezia.
Donna colta e raffinata, nell'intervista si è soffermata sulla situazione gravissima in cui versa il Pianeta. Ha parlato dei progetti a cui sta lavorando, a cominciare da Ode to Nature, un progetto volto alla riscoperta della nostra connessione con il mondo naturale, fino ad arrivare a Il Giardino dell'Eden, una ricerca iniziata da un anno che include il Jardin Botanico di Buenos Aires e, sempre di Buenos Aires, i Ginkgo Biloba e i Gomeros de la Recoleta, e prosegue con il Botanical Garden di Singapore e la Rainforest della Malesia.
Paola Marzotto ha in cantiere anche un libro sugli alberi secolari della Sardegna.

Paola, quando è nata la sua passione per la fotografia?
A 18 anni, nel 1973, ero già una fotografa professionista; nel '76 ero nelle Filippine sul set del film Apocalypse Now, diretto da Francis Ford Coppola. Sono rimasta lì almeno due mesi. Nel '78 partecipai alla Biennale del Cinema di Venezia, facevo fotoreportage, poi sono passata alla RAI come programmista regista, ma da esterna e con contratti a termine per molti anni. Sono diventata consulente e ho fatto anche un paio d'anni ad Antenna Nord, allora di Rusconi, poi diventata Italia 1. Ho lavorato in televisione fino alla fine degli anni '80, poi sono passata alla moda con la mia linea Paola Marzotto prêt-à-porter (Milanocollezioni) e Paola Marzotto Alta Moda (Roma), ma ho continuato sempre a praticare la fotografia, soprattutto durante i miei numerosi viaggi in giro per il mondo e con i miei figli Carlo e Beatrice (Borromeo, ndr).

Lei è la fondatrice di Eye-V Gallery. Di cosa si tratta?
Eye-V Gallery è una galleria globale specializzata in fotografia naturalistica-artistica. È stata fondata nel 2021, in piena pandemia, quando ho riunito un gruppo di artisti della fotografia provenienti da tutto il mondo, tutti con differenti background: Vicky Aguirre, Manuela Cacciaguerra, Betta Gancia, Emanuela Gardner, Uberto Gasche, Alejandro Iglesias, Ricardo Labougle, Fernando Manso, Margarida Maia, Silvana Muscio, Lorenzo Poli, Jasmine Rossi. È una sorta di fondazione che promuove artisti che hanno un grande legame con la natura. Le sue sedi si trovano in Uruguay, a Milano, a New York. Eye-V Gallery organizza mostre ed eventi culturali in tutto il mondo e in vari contesti: dalle gallerie ai musei e alle biennali d'arte.

Come è nata l'idea di esporre alla Biennale di Architettura di Venezia la mostra Antarctica, Melting Beauty?
Mio figlio Carlo mi diceva che le mie foto sarebbero state perfette per Instagram. Ho seguito il suo consiglio. Gradualmente ho cominciato a ricevere i commenti favorevoli di alcune persone, con cui poi si è creato un rapporto di amicizia virtuale. Tra queste l'architetto Paola Ruotolo, che condivideva spesso le mie foto. È stata lei ad invitarmi a far parte del calendario ufficiale di Padiglione Italia 2021, curato da Alessandro Melis, durante la mostra di Architettura della Biennale di Venezia. La Biennale di Architettura aveva come tema il cambiamento climatico. In qualità di coordinatrice della sezione “Comunità Resilienti, Sud Globale”, Paola Ruotolo ha promosso e curato la mia mostra “Antarctica, Melting Beauty".
Antarctica, Melting Beauty
Quando ha deciso di recarsi in Antartide?
Mio figlio era stato in Antartide nel 2013 in luna di miele e ha insistito perché io andassi. Mi parlava della bellezza dei paesaggi di quell'ultimo paradiso incontaminato. Ho fatto questo viaggio da sola. Convinta di trovare un freddo polare, sono andata vestita come Amundsen. Con mio grande stupore, una volta arrivata lì, ho constatato che c'erano due gradi sopra lo zero. Chiedevo alle guide dove fosse il pack. Loro aprivano le braccia: il ghiaccio era scomparso a causa del "global warming", il surriscaldamento globale.

Qual è stata la sua reazione?
Lì per lì non ho capito la gravità della situazione, ho compreso tutto in un secondo momento. Ho viaggiato sul rompighiaccio National Geographic Explorer, ma non c'era più alcun ghiaccio da rompere. Mi ha impressionato anche il fatto che ci fossero pochissime balene; abbiamo avvistato un paio di orche. Tornando a Ushuaia, mentre attraversavamo lo stretto di Drake, il 17 gennaio 2020, durante una "lecture" qualcuno, credo l'astronauta Kathy Sullivan, ha detto: "se il mondo si fermasse oggi, ci sarebbero quattro anni per salvare il Pianeta". Non avrei mai immaginato che la situazione fosse così grave. È stato un terribile shock.

Quando ha iniziato ad occuparsi della questione ambientale?
Sono sempre stata sensibile alla questione ambientale: ho iniziato con il WWF negli anni '90 e poi, a partire dagli anni Duemila, ho collaborato anche con Greenpeace. Con questa mostra, però, è iniziata l'avventura verso una forma di attivismo in prima persona. Il cervello umano, il mio per primo, si rifiuta di accettare la realtà, che è davvero tragica. Io cerco di mostrare la perfezione, la purezza, l'armonia della Natura.

La mostra, quindi, è nata per caso...
Non sono andata in Antartide con l'intenzione di realizzare foto per dare vita a un progetto fotografico o a una mostra, infatti tutte le foto fatte in Antartide sono state realizzate con il mio iPhone. Ho avuto problemi a stamparle perché erano a bassa risoluzione. Le foto le ho scattate per me. Sono una testimonianza quasi involontaria e pertanto ritengo importante trasmettere quello che ho visto.

La mostra è arrivata anche al Politecnico di Madrid...
Sì. Attraverso Instagram ho conosciuto una persona che apprezzava molto le mie foto, Maria Teresa Arredondo Waldmeyer dell'Universidad Politécnica de Madrid (UPM), che mi ha invitato ad esporre la mostra presso l'Escuela de Minas y Energía di Madrid. La UPM ha anche creato un concorso di fotografia naturalistica con il mio hashtag Better Earth Than Mars Il concorso ha ricevuto centinaia di fotografie di grande qualità artistica che ritraggono la bellezza, l'armonia e la perfezione della Natura. I vincitori, Margarida Maia (portoghese), Lorenzo Poli (italiano), Fernando Manso (spagnolo), hanno esposto con me alla Escuela de Minas y Energía e fanno ora parte del gruppo di Eye-V Gallery che sarà a Milano dal 21 settembre al 22 ottobre.

Lei è un'amante della bellezza della Natura. Attualmente sta lavorando al progetto Ode to Nature, teso alla riscoperta della nostra connessione con il mondo naturale. Di cosa si tratta?
Ode to Nature è un progetto volto alla riscoperta del nostro rapporto intimo con la natura. È a cura di Muni Sassoli de' Bianchi. Tutti i tredici artisti che fanno parte del progetto vengono da esperienze formative diverse, ma tutti sono accomunati dal desiderio di una connessione spirituale con gli elementi naturali. Attraverso le nostre foto narriamo la nostra visione della Natura, penetrandone l'intima essenza.

Quali abitudini ha adottato per contribuire alla sostenibilità?
Ho un parco di cui amo occuparmi, un frutteto, un orto, ho piantato duemila alberi autoctoni e applico i principi della permacultura. Ho venduto la mia automobile e ho comprato un'auto elettrica. Volo pochissimo, soltanto per raggiungere i miei figli e i miei nipoti, che vivono in Europa. Nel mio piccolo cerco di avere il minor impatto possibile, ma, come dico sempre, siamo tutti peccatori, non è mai abbastanza. È tardi...
Paola Marzotto in Antartide
Oltre al progetto Ode to Nature sta lavorando a qualche altra iniziativa?
Da un anno sto lavorando a una serie di fotografie intitolate My Giverny, ispirate al giardino che Monet rappresentava in tutta la sua delicata bellezza. Ho uno stagno pieno di ninfee che seguo nelle diverse stagioni, nelle loro trasformazioni poetiche. I miei scatti sono visibili sulla mia pagina Instagram "Paola Marzotto Eye-V Gallery". My Givernypotrebbe far parte de Il Giardino dell'Eden, la mia ricerca iniziata a maggio di quest'anno, quando ho fotografato il giardino botanico di Buenos Aires. Ho deciso di rappresentare la natura a colori, senza filtri: una scommessa impegnativa. Ho sempre osservato le meraviglie della natura nei loro dettagli: per me la fotografia è una forma di meditazione attiva.

In autunno l'attenderanno diversi appuntamenti. Ci anticipi pure qualcosa...
Il 20 settembre inaugurerò una mostra di Eye-V Gallery a Milano, a The Pool NYC. Il 19 ottobre, in occasione del summit dei sindaci delle grandi città del mondo, il C40, a Buenos Aires, la mostra Antarctica, Melting Beauty verrà inaugurata nella prestigiosa sede di Palacio de la Legislatura, dove resterà per alcune settimane.
Ho in cantiere, inoltre, un libro sugli alberi centenari della Sardegna, che segue la mia ricerca iniziata con i Gomeros del Parco de la Recoleta. Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda, nonché caro amico di famiglia, ha organizzato per me un tour patrocinato dalla Regione Sardegna, che dovrebbe tenersi nel mese di ottobre o nella prossima primavera.

Le piacerebbe far conoscere ai giovani il suo impegno per l'ambiente, parlando loro dei pericoli del cambiamento climatico e delle azioni da intraprendere per rispettare il nostro Pianeta e vivere in maniera sostenibile?
Mi hanno proposto di lavorare con la Cooperazione Internazionale; sono in contatto con una persona nell'ambito dei progetti didattici dell'Unesco Sudamerica. C'è interesse verso questi temi e mi fa piacere che la gente stia iniziando a capire la gravità della situazione. I giovani sono disperati: sanno benissimo cosa succede; siamo noi "grandi" a dover cambiare!

Qual è il suo sogno nel cassetto?
Mettere insieme un gruppo sempre più grande di fotografi, e in generale di artisti, che promuovano un grande rinascimento culturale.

Cosa si augura per il futuro?
Mi auguro di tornare a quello che era l'approccio medievale giapponese alla natura: ogni persona veniva paragonata a un fiore, a un paesaggio, al vento. Quando la natura è domata, perde la sua poesia, non ha più nulla del Giardino dell'Eden. Solo scoprendo la bellezza e l'armonia del mondo naturale possiamo salvare la nostra Madre Terra e noi stessi.
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