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Sansepolcro (AR): in mostra erbari antichi sulle bevande calde esotiche

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sabato, 17 gennaio 2026 07:03

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Allestimento della Sala della Storia di Aboca Museum
Dal nostro inviato
Francesca Bianchi
Chiuderà i battenti il 1° febbraio 2026 la mostra temporanea Cura e gusto. Le virtù delle bevande calde esotiche, ospitata nelle sale di Aboca Museum, a Sansepolcro (AR). Si tratta di un affascinante viaggio alla scoperta di tre protagonisti della cultura alimentare mondiale: caffè, tè e cioccolata. Attraverso l’esposizione di antichi erbari sarà possibile scoprire in che modo, nei secoli passati, alcune bevande furono considerate rimedi preziosi per la salute del corpo e della mente.
L’esposizione prende spunto dal trattato seicentesco di Philippe Sylvestre Dufour, farmacista che per primo accostò queste tre sostanze esotiche, aprendo la strada a studi e curiosità che hanno attraversato epoche e continenti. Attraverso antichi erbari della Bibliotheca Antiqua e testimonianze iconografiche, la mostra racconta l’evoluzione di queste bevande che hanno influenzato la storia di popoli e nazioni: dalla dimensione medica e terapeutica alla loro diffusione come piacere quotidiano e fenomeno sociale.
FtNews ha intervistato le referenti del progetto: la dott.ssa Annalisa Cantarini, ricercatrice storica di Aboca Museum, e la dott.ssa Marika Pecorai, curatrice della mostra.

Dott.ssa Pecorai, come e con quali finalità è nata l'interessante mostra Cura e gusto. Le virtù delle bevande calde esotiche?
La mostra nasce dal desiderio di raccontare la storia di tre protagonisti della cultura alimentare mondiale: caffè, tè e cioccolata. L’obiettivo è far emergere il legame tra cura e piacere, mostrando come queste bevande, oggi simboli di convivialità, siano state in origine considerate rimedi preziosi per la salute. Attraverso erbari antichi, ricette e testimonianze storiche, il percorso invita a riflettere su come medicina e cultura si siano intrecciate nei secoli.
Non secondaria è la volontà di esporre una selezione del prezioso patrimonio bibliografico della nostra biblioteca e di arricchire e rinnovare l’esposizione museale.

Come è strutturato il percorso espositivo?
La mostra è allestita nelle prime due sale del percorso storico di Aboca Museum Erbe e Salute nei secoli: le otto teche presenti in questi ambienti accolgono ora i documenti bibliografici oggetto dell’esposizione e fonti della ricerca storica, introdotte e corredate da pannelli di contesto e approfondimento, in un percorso tra erbari antichi, documenti e immagini di strumentazione e metodologie produttive.
Il visitatore è accompagnato in un viaggio che parte dal contesto medico e botanico del XVI e XVII secolo, quando queste sostanze erano vendute dagli speziali per le loro virtù terapeutiche, fino alla loro trasformazione in prodotti di lusso e poi in piaceri quotidiani. Ogni sezione è dedicata a una bevanda, con pannelli tematici, illustrazioni tratte dagli erbari e curiosità sulle ricette e sugli usi sociali. Il tutto è arricchito da materiali originali provenienti dalla collezione storica di Aboca Museum.
Bibliotheca Antiqua di Aboca Museum
Che ruolo hanno gli antichi erbari in questa mostra? Da dove provengono?
Gli erbari sono il cuore dell’esposizione: documentavano la conoscenza di nuove specie di piante che seguiva i viaggi esplorativi e di conquista, diffondendo fra il pubblico l’iconografia di esemplari altrimenti difficili da vedere. Gli erbari più antichi citavano anche gli usi terapeutici delle nuove sostanze e i loro effetti sulla salute del corpo. In mostra sono esposti erbari provenienti da tutta Europa, datati tra il Cinquecento e l’Ottocento, esemplari della collezione di Aboca Museum, custoditi nella Bibliotheca Antiqua, cuore culturale e sede del Centro studi di Ricerca storica di Aboca, e selezionati grazie al minuzioso lavoro della dott.ssa Annalisa Cantarini.

Dott.ssa Cantarini, a quando risalgono le prime ricette in cui sono menzionate queste tre bevande esotiche?
L’arrivo delle tre bevande in Europa avviene nel corso del XVI secolo, con una precedenza di cioccolata e caffè rispetto all’introduzione massiva del tè. Le prime ricette europee risalgono a questa fase, anche se nei paesi di origine l’uso è molto più antico. Nel 1631 Antonio Colmenero de Ledesma pubblicò la ricetta originale della cioccolata, mentre Philippe Sylvestre Dufour, farmacista del Seicento, fu il primo a trattare insieme caffè, tè e cioccolata in un’opera che aprì la strada a numerosi studi e che inaugura il contenuto di questa mostra.

In che modo, nei secoli passati, queste bevande furono considerate rimedi preziosi per la salute?
Nella teoria medica antica tutte le sostanze ingerite, siano esse di origine vegetale e animale, avevano il potere di modificare la costituzione umorale del corpo; avevano quindi un effetto farmacologico ed erano considerate medicinali. Oltre agli usi che conosciamo oggi, il cioccolato era ritenuto utile nella tosse, nelle febbri e nella dissenteria; il tè era definito “cura di 10.000 malattie”, impiegato contro febbre, catarro e affezioni polmonari; il caffè serviva per eliminare le ostruzioni degli organi, calmare la tosse e prevenire i calcoli. È importante rilevare che tutte e tre le bevande erano accomunate da un elemento salutare: l’acqua bollente con cui venivano preparate.

È possibile ripercorrere le tappe dell’evoluzione di queste bevande?
Certamente. Dall’essere considerati di natura religiosa o legati a narrazioni mitiche, questi beni diventarono prodotti di lusso. In alcune società si democratizzarono, mentre in altre rimasero simboli di aristocrazia: è il caso della cioccolata, costosa e osteggiata dalla Chiesa. Il caffè, invece, nacque con una vocazione sociale: i viaggiatori in Oriente osservavano l’uso nelle taverne dedicate al suo consumo mondano, e presto le caffetterie si svilupparono anche in Europa, rendendo il caffè bevanda simbolo degli intellettuali. Il tè, invece, rimase sempre più legato a una cerimoniosità domestica. Oggi tutte e tre sono piaceri quotidiani e simboli di convivialità.

Dott.ssa Pecorai, per concludere, quale messaggio vi augurate possa arrivare ai visitatori? Oltre a tramandare con contenuti, forme e narrazioni sempre nuove l’antica relazione tra l’uomo e la natura, vorremmo che il pubblico riscoprisse il valore nascosto dietro gesti quotidiani come bere un caffè, un tè o una cioccolata. Queste bevande raccontano storie di viaggi, scoperte e scambi culturali, ma anche di cura verso sé stessi e gli altri. Il tempo dedicato alla preparazione e al consumo diventa così un momento di benessere e condivisione.
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