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Leone XIV a Pompei: Dovevo essere qui per affidare il mio Pontificato alla Madonna

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domenica, 10 maggio 2026 10:18

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Dal nostro inviato
Mafalda Bruno
«Buongiorno Pompei!». È bastato il semplice saluto pronunciato da Papa Leone XIV, venerdì 8 maggio 2026, per accendere l’entusiasmo della folla radunata nel Santuario della Beata Vergine del Rosario. Un applauso fragoroso ha accolto il Pontefice nella cittadina campana, gremita di fedeli giunti da ogni parte per vivere una giornata destinata a restare nella memoria collettiva.
Sin dalle prime ore del mattino, giovani, famiglie, anziani e gruppi di pellegrini hanno raggiunto la Basilica con un unico desiderio: vedere il Santo Padre, ascoltarne le parole e condividere un momento di intensa spiritualità. Una presenza, quella di Leone XIV, che continua a trasmettere un forte senso di vicinanza e fede a quanti lo incontrano.
Imponente il dispositivo di sicurezza predisposto per l’evento. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Protezione Civile e Croce Rossa hanno lavorato senza sosta insieme ai tanti volontari che hanno assistito i pellegrini lungo tutto il percorso di accesso al Santuario, con particolare attenzione alle persone fragili e ai disabili.
La visita del Pontefice ha assunto un significato ancora più profondo per la coincidenza con il primo anniversario della sua elezione al soglio pontificio. «Dovevo e volevo essere qui oggi - ha detto Leone XIV – per celebrare questo primo anno di Pontificato nel giorno della Supplica alla Vergine e affidare a Lei il mio servizio. Maria è la nostra Madre e non ci abbandona mai».
Nel corso dell’omelia, il Papa ha ricordato anche la figura di Bartolo Longo, fondatore del Santuario e punto di riferimento spirituale per l’intera comunità pompeiana. Citando le sue parole, ha sottolineato come «chi propaga il Rosario è salvo», rivolgendosi poi ai fedeli: «Voi siete i propagatori più forti di questa bellissima preghiera».
Immancabile, infine, il richiamo alla pace, tema centrale del Pontificato di Leone XIV sin dal giorno della sua elezione. Una pace definita dal Papa disarmata e disarmante, invocata ancora una volta al termine della celebrazione con una preghiera intensa rivolta alla Vergine: Tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno responsabilità di governo. Solo la potenza divina dell’amore può salvare il mondo».
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