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Roma - Mi Pare Ieri! - Michele La Ginestra emoziona il Teatro Sistina

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venerdì, 22 maggio 2026 15:34

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Alessandra D'Annibale
La premiere stampa di Mi Pare Ieri! di Michele La Ginestra al Teatro Sistina di Roma, è stata un successo travolgente, un abbraccio collettivo che ha trasformato il Sistina in un luogo sospeso, dove il tempo non scorre: ritorna. La platea era un mare caldo di volti amici, colleghi, addetti ai lavori, spettatori affezionati.
Una di quelle volte in cui il pubblico non si raduna per caso, ma per un motivo preciso: celebrare un artista che da quarant’anni cammina sul palco con la stessa meraviglia del primo giorno. Tutto nasce da un ricordo, da una cena tra amici, da un racconto che riporta alla luce emozioni antiche. Michele La Ginestra lo confessa con la sincerità che lo contraddistingue: “Quante volte, ripensando ad un fatto del passato, vi è capitato di esclamare “mi pare ieri”? A me è successo, nel bel mezzo di una cena tra amici; stavo raccontando dei miei esordi teatrali, quando mi sono accorto che riaffioravano dentro di me, le emozioni di quei momenti: mi ricordavo, con chiarezza, il divertimento delle prove, l’ansia prima dell’apertura del sipario, ed anche la gioia per i primi applausi…nonostante fossero passati 40 anni, da quel lontano 20 Gennaio 1986”
Ed è proprio lì, in quella fenditura del tempo, che nasce lo spettacolo: un’autobiografia scenica, un mosaico di vita che non si limita a raccontare, ma fa rivivere. Non un bilancio ma un gesto lieve che raccoglie quarant’anni e li posa davanti allo spettatore come si posano le cose preziose: senza fretta, senza paura di mostrarle per quello che sono. Il pubblico del “giovedì sera”, come lo ha definito lui scherzosamente, ha accolto con calore questo viaggio, lasciandosi trascinare da un artista che sa essere leggero senza essere superficiale, ironico senza perdere profondità.
Accanto a Michele La Ginestra sul palco lo storico amico e collaboratore Sergio Zecca, i bravissimi Luca e Alessandro La Ginestra che aggiungono ritmo, ironia e complicità e le due voci Ilaria Nestovito e Brunella Platania per la regia di Roberto Marafante. Le musiche – alcune celebri, altre inedite – portano la firma del giovane Luca La Ginestra, con gli arrangiamenti e la direzione musicale di Emanuele Friello
Mi Pare Ieri! è uno spettacolo che parla di teatro, ma soprattutto di vita: di come i ricordi restino impressi, di come le passioni resistano al tempo, di come ogni percorso – anche il più brillante – sia fatto di dubbi, tentativi, incontri e piccoli miracoli quotidiani. È la storia di un ragazzo diviso tra la toga dell’avvocato e il richiamo irresistibile del palcoscenico. È la storia di sogni inseguiti, illusioni svanite, cadute, risalite, incontri improbabili e maestri indimenticabili. Il pubblico della premiere lo ha percepito subito: risate, sorrisi teneri, occhi lucidi. Un continuo alternarsi di emozioni, nostalgia, leggerezza, profondità. Lo spettacolo di Michele La Ginestra è un percorso emotivo costruito con lo stile scanzonato dell’attore, un mosaico di vita teatrale in cui emerge l’impegno che ha dedicato a questa carriera e al suo pubblico, un valore che La Ginestra rivendica come fondamento del suo mestiere: il rispetto per chi siede in platea. È questo che rende il suo racconto autentico, mai autoreferenziale, sempre rivolto all’altro. È questo che trasforma lo spettacolo in un dialogo, non in un monologo.

È un linguaggio che parla a tutti, perché tutti abbiamo un “mi pare ieri” nascosto da qualche parte. Un invito a guardare indietro senza malinconia, a riconoscere la bellezza dei percorsi imperfetti, a custodire i ricordi come scintille che continuano a illuminare. Mi Pare Ieri! lascia nello spettatore una sensazione semplice e potente: quella di aver condiviso un pezzo di vita, non solo di teatro. Non c’è trionfalismo, non c’è autocelebrazione. La Ginestra non racconta per stupire, ma per condividere. E in questa condivisione c’è qualcosa di profondamente umano: il bisogno di dare un senso al tempo che passa, di ritrovare nei ricordi non un rifugio, ma una direzione. C’è un uomo che guarda indietro con la gratitudine di chi sa che ogni passo – anche il più incerto – ha costruito ciò che è oggi.La Ginestra non chiede applausi: li accompagna. E alla fine, quando il sipario si chiude, resta nell’aria una verità che tocca tutti, attori e spettatori: il tempo passa, sì, ma ciò che ci ha fatto vibrare resta, perché la vita, quella vera è così…è quella che, quando la racconti, ti fa dire: mi pare ieri.
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