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In mostra a Roma l'arte di vivere di Ercolano

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giovedì, 01 ottobre 2026 16:29

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Francesca Bianchi
Resterà aperta fino al 18 ottobre, nella suggestiva scenografia di Castel Sant’Angelo, la mostra Ercolano. L’arte di vivere, a cura di Massimo Osanna, Capo Dipartimento Attività Culturali del Ministero della Cultura, Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco archeologico di Ercolano, Luca Mercuri, Direttore dell’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, e Francesco Sirano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il progetto nasce dalla felice collaborazione tra Castel Sant’Angelo e il Parco archeologico di Ercolano.
Il percorso, articolato in sette sezioni, è arricchito da una selezione di oltre 70 reperti, molti dei quali finora custoditi nei depositi del Parco archeologico di Ercolano e presentati eccezionalmente al pubblico in occasione di questa mostra: oggetti che raccontano la vita quotidiana dell’antica città preservata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., un pane sfornato duemila anni fa e carbonizzato dall’eruzione, insieme ad alimenti, reperti organici, stoviglie, arredi e utensili d’uso quotidiano. In un'intervista a FtNews l'archeologa Federica Colaiacomo ha presentato la mostra, illustrando dettagli e curiosità sul percorso espositivo.

Dott.ssa Colaiacomo, fino al 18 ottobre 2026 Castel Sant'Angelo ospiterà Ercolano. L’arte di vivere, una mostra che conduce il visitatore alla scoperta della città di Ercolano, fermata per sempre dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Come e con quali finalità è nata questa esposizione? Come avete scelto di raccontare l'eruzione del Vesuvio?
La mostra, a cura di Massimo Osanna, Luca Mercuri, Francesco Sirano e della sottoscritta, è nata per far conoscere e valorizzare il ricco patrimonio archeologico di Ercolano anche nel bellissimo palcoscenico di Roma e di Castel Sant’Angelo, uno dei luoghi più noti e visitati della capitale.
La mostra è stata anche l’occasione per mostrare le caratteristiche dell’antica città di Ercolano, che nell’immaginario collettivo è stata sempre collegata alla vicina Pompei, in virtù probabilmente della triste sorte che le ha viste sepolte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., ma che in realtà conserva peculiarità uniche. A seguito della terribile eruzione, la colata piroclastica, solidificandosi, ha sigillato esseri umani, oggetti e materiali organici, preservandoli dal tempo e restituendoci testimonianze sospese in un eterno presente. E proprio l’eruzione del Vesuvio è qui narrata in maniera molto semplice e attraverso alcune immagini storiche, con pregevoli opere d’arte, ma soprattutto attraverso la proiezione di un video immersivo, capace di catturare l’attenzione e di coinvolgere il pubblico. Le immagini, dunque, hanno preso il posto dei testi e del classico racconto, per comunicare in maniera più immediata con lo spettatore, mantenendo il rigore scientifico.
Come è strutturato il percorso espositivo? Può svelarci qualche dettaglio in merito ai reperti che sarà possibile ammirare? Che immagine ci forniscono della civiltà che li ha prodotti e dell’ambiente sociale, economico, culturale e religioso dell'antica città campana? Cosa sappiamo delle abitudini alimentari, delle attività lavorative, delle relazioni sociali degli abitanti di Ercolano?
Il percorso della mostra Ercolano. L’arte di vivere ricostruisce la vita quotidiana dell’antica città, mettendo il cibo come filo conduttore. Dall’aspetto commerciale, nei mercati e nelle tabernae della città, a quello della cucina domestica e delle dispense, fino ad arrivare a quello più conviviale della tavola e dei banchetti. I resti organici, sigillati dalla colata piroclastica, diventano fonti eccezionali per comprendere alimentazione, mestieri, quotidianità, piaceri e differenze sociali e di genere. Un focus particolare sulla produzione del pane, alimento essenziale nella dieta romana e simbolo della vita quotidiana, sia domestica sia cittadina. Ercolano in questo ambito spicca per gli eccezionali ritrovamenti organici, tra cui le forme di pane carbonizzate, ancora integre, esposte nella sezione che vuole ricreare il forno del pistrinum di Sextus Patulcius Felix, che assume un ruolo sia simbolico sia funzionale nell’allestimento. Un altro accento è stato dato al vino, protagonista dei momenti conviviali e dei banchetti.
La mostra, che si snoda tra le spettacolari sale di Castel Sant’Angelo, inizia con una Wunderkammer, una 'stanza delle meraviglie' che mostra gli straordinari oggetti, di elevata qualità e di assoluto pregio, che ci proiettano nel mondo antico. Qui per la prima volta in mostra alcuni dei materiali rinvenuti durante il recentissimo scavo di uno degli ambienti di Villa Sora, nel vicino Comune di Torre del Greco, di pertinenza del PAE dal 2023, oltre ad altri bellissimi materiali e sculture che in genere sono conservati nei depositi.

Quale messaggio proviene da tutte queste testimonianze? C'è qualcosa dei reperti esposti che l'ha colpita particolarmente?
L'eruzione del Vesuvio a Ercolano ha preservato, in maniera del tutto eccezionale, edifici, oggetti, tra i quali bellissimi e unici elementi architettonici in legno, alimenti e materiali organici, trasformando una catastrofe in una straordinaria fonte di conoscenza e restituendo una documentazione che non ha eguali. L’evento drammatico, dunque, è momento di memoria e al tempo stesso di conoscenza e di forte identità. Tra i reperti esposti, una larva convivialis, un piccolo scheletro che i Romani portavano a tavola durante i ricchi banchetti e, in linea con la filosofia di Epicuro, serviva a ricordare ai commensali di godersi i piaceri del momento, poiché la vita è breve.

Perché è stato scelto Castel Sant’Angelo come sede espositiva? Cosa significa portare Ercolano a Castel Sant'Angelo?
Castel Sant’Angelo rappresenta un insieme di epoche e funzioni diverse accumulate nel tempo, passando da mausoleo romano a fortezza, dimora papale e infine museo. Ognuna di queste fasi ha trasmesso tracce concrete della quotidianità nel trascorrere dei secoli, e da qui si parte per evidenziare il legame con le straordinarie testimonianze della vita e delle abitudini degli antichi abitanti di Ercolano, sigillate e custodite dall’eruzione del Vesuvio. In entrambi i luoghi il passato è rimasto visibile e si è stratificato nel tempo, diventando parte essenziale della loro identità. Proprio questo legame tra memoria, trasformazione e conservazione rende Castel Sant’Angelo il luogo ideale per ospitare una mostra dedicata alla vita, all’alimentazione, al lavoro e alla cura del corpo nell’antica Ercolano.

Quale messaggio si augura arrivi ai visitatori della mostra?
Mi auguro che i visitatori provino emozioni e coinvolgimento nell’entrare nel piccolo spaccato della vita quotidiana della città di Ercolano, che si è voluto far percorrere nelle sale di Castel Sant’Angelo. “L’arte di vivere” a Ercolano è diventata eterna e ancora produce commozione e stupore.
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