Redazione     Informativa     Link  

L'Isola in carro a buoi: un viaggio lento da Santa Teresa Gallura a Nuoro

martedì, 22 settembre 2026 12:23

condividi su facebook
Dal nostro inviato
Francesca Bianchi
Mercoledì 16 settembre, dalla località Porto Pozzo, a Santa Teresa Gallura, è partito un carro a buoi che, attraversando i comuni di Luogosanto, Aggius, Tempio Pausania, Berchidda, Oschiri, Buddusò, Bitti e Orune, arriverà a Nuoro il 2 ottobre. Un percorso che vuole valorizzare le tradizioni contadine, culturali e musicali della Sardegna e instillare nelle nuove generazioni l'interesse per la conoscenza del patrimonio identitario. Sarà un viaggio all'insegna della lentezza, della tradizione e della riscoperta della Sardegna rurale e autentica, con particolare attenzione alle sue comunità, ai paesaggi, alle tradizioni e alla memoria degli antichi mestieri.
FtNews ha intervistato Giacomo Sanna, segretario dell'associazione culturale Stazzi e Cussogghj e promotore dell'evento insieme a Gianfranco Serra, presidente della medesima associazione, nonché titolare dell'agriturismo "Il Muto di Gallura", ad Aggius.

Signor Sanna, come è nata l'idea di organizzare un viaggio in carro a buoi da Santa Teresa Gallura a Nuoro?
L'idea è venuta a Gianfranco Serra, titolare dell'agriturismo "Il Muto di Gallura", ad Aggius, e presidente dell’associazione culturale "Stazzi e Cussogghj", il cui simbolo è proprio il carro a buoi. Quando mi parlò di questa iniziativa, in un primo momento rimasi interdetto, non sapevo come reagire. Pensavo ad una delle sue innumerevoli trovate senza alcuna possibilità di riuscita. In seguito, però, l'idea cominciò a prendere corpo, soprattutto dopo l'incontro di Gianfranco con Marco Boglione, proprietario di BasicNet e, in Sardegna, dell'isola di Culuccia, a Santa Teresa Gallura. Decisi, così, di mettermi a disposizione per organizzare il viaggio, trovare i contributi finanziari necessari, contattare le diverse realtà economiche di ogni singolo territorio, gli enti locali e le associazioni culturali dei paesi interessati all'iniziativa. Gianfranco mi ha fatto percepire lo straordinario impatto comunicativo e promozionale che l'evento rappresenta per la nostra isola. Mi ha fatto capire che era necessario crederci fino in fondo, nonostante l'impegno organizzativo e finanziario necessario per realizzarlo.

Come descriverebbe questo progetto? In cosa consiste? Quali obiettivi si propone?
L'Isola in carro a buoi è un grande racconto pubblico che intende restituire alla Sardegna il tempo della sua profondità. È una forma diversa di esperienza: abitare la Sardegna nella sua lentezza, seguendo il ritmo della terra, della fatica giusta, del paesaggio, del passo animale e della memoria.
Il progetto nasce proprio dalla convinzione che la Sardegna debba essere raccontata anche attraverso esperienze capaci di generare consapevolezza culturale, riflessione antropologica e riconnessione profonda con il territorio. L'Isola in carro a buoi uole proporsi come un evento eccezionale e fortemente identitario, capace di trasformarsi in un racconto corale della Sardegna, delle sue comunità e dei suoi valori profondi. L'iniziativa si propone l'obiettivo di riscoprire la lentezza, perché il ritmo dei buoi restituisce tempo, ascolto e misura. A proposito della lentezza, sabato 19 settembre il viaggio ha fatto tappa a Tempio Pausania, dove, nei locali della Palazzina Comando, si è tenuto il convegno “Su (tempu) Connuttu – Le giornate della lentezza”, nato dalla collaborazione tra l'associazione culturale "Stazzi e Cussogghj", la rete Enoturismo Sardegna, Eurispes e il Comune di Tempio Pausania. L'Isola in carro a buoi permette di assaporare la bellezza del territorio: il paesaggio diventa protagonista, non semplice sfondo; ci consente di vivere nella comunità, perché ogni tappa attiva incontri, scuole, stampa e partecipazione. L'isola in carro a buoi è anche una manifestazione d'identità: la cultura agro-pastorale torna ad agire come fondamento vivo. L'iniziativa ha un profondo valore culturale e antropologico, poiché consente di riattivare la tradizione come strumento di lettura del presente e propone una riflessione sulla relazione tra l'uomo e l'ambiente, sulla centralità dei territori interni e delle culture locali, sulla persistenza di modelli di vita non interamente assorbiti dalla modernità industriale, sul rapporto tra lentezza, identità e sostenibilità.
Il progetto intende valorizzare il rapporto che la Sardegna intrattiene con la terra sul piano economico e su quello simbolico e spirituale. La Madre Terra rappresenta una figura fondativa dell'immaginario sardo, matrice di una forza generativa, accogliente e ordinatrice; si presenta come un ecosistema bioculturale. Il cammino in carro a buoi rende percepibile questa interconnessione. Con questo viaggio vogliamo promuovere la cultura gallurese e trasmettere il senso della complessità e della ricchezza delle nostre tradizioni, ricordando che camminare lentamente ci permette di osservare e apprezzare ciò che altrimenti passa inosservato, di rafforzare il legame tra le comunità e il loro passato, di riscoprire la ricchezza della storia contadina e della cultura locale. Vogliamo valorizzare i territori che attraverseremo lungo il viaggio, vogliamo coinvolgere le comunità in una narrazione condivisa e promuovere il patrimonio immateriale della Sardegna, attivando interesse mediatico e culturale attorno a un'iniziativa unica nel suo genere.

In questo progetto avete coinvolto molte persone...
L’evento prevede una logistica complessa, con la preparazione dei carri a buoi, il trasporto di attrezzature, il reperimento di viveri e alloggi e il coinvolgimento di personale specializzato, tra cui maniscalchi, autisti, conduttori dei carri, organizzatori e comunicatori. Saranno coinvolti amministratori locali, dirigenti scolastici, operatori turistici e del settore agroalimentare, fotografi, giornalisti e televisioni locali. Attraverso i contatti diretti con le scuole e le amministrazioni locali vogliamo stimolare curiosità e consapevolezza. Ogni tappa sarà un'occasione per organizzare conferenze, come abbiamo fatto sabato scorso a Tempio Pausania e come faremo a Nuoro alla fine del viaggio, incontri con gli studenti e momenti di festa che coinvolgeranno musicisti, gruppi folk e realtà produttive. Infine, ci sono i nostri ambasciatori culturali, tutti appartenenti al mondo della televisione, della musica, della cultura e dell'antropologia. Faccio qualche nome: Donatella Bianchi, Federico Quaranta, Paolo Fresu, Moisés Concas, Cordas e Cannas, Giuseppe Ferraro.

Quale messaggio vi augurate possa arrivare attraverso questo progetto?
Ci auguriamo che questa iniziativa contribuisca a rafforzare l’identità collettiva delle comunità sarde, a sensibilizzare i giovani e a valorizzare le nostre tradizioni culturali e civili e le risorse ambientali.
Mostra altri Articoli di questo autore
redazione@ftnews.it
I COMMENTI RELATIVI ALL'ARTICOLO
Invia un commento alla Redazione
Email
Nome e Cognome
Messaggio
Gentile lettore, prima di inviare il Suo messaggio:

compilare il codice di sicurezza sottostante copiando l'immagine raffigurata;

CAPTCHA 
cambia codice

inserisci codice



Per pubblicare, in fondo all'articolo, il suo commento selezionare il pulsante sottostante.

Pubblicazione
  Si    solo nome
  Si    nome e cognome
  No


Grazie della collaborazione.

2014 - ftNews una testata di libera informazione.
2014 - Ftnews una testata di libera informazione senza fini di lucro e conseguentemente le collaborazioni sono fornite assolutamente a titolo gratuito.
Se vuoi collaborare con la redazione e rendere sempre pi ricchi i contenuti e accrescere la qualit del servizio offerto, inviaci articoli, segnalazioni e note per la eventuale pubblicazione. (Continua)

Iscrizione presso Registro della Stampa del Tribunale di Ancona , n. 17/2014 del 16/12/2014.