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Zingari: problema o pregiudizio?

lunedì, 09 marzo 2015 19:05

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Pietro Ceccarelli

Una storia degli zingari nella Città eterna, a partire dalla loro comparsa in Europa, nel XV secolo, non era stata organicamente tentata. Ci hanno provato alcuni ricercatori dell'Istituto di studi politici S. Pio V di Roma, Giorgio Caravale, Alessandra Cavaterra, Fernando Salsano, Luca D'Orazio, coordinati da Benedetto Coccia, responsabile dell'Area di ricerca sociale, umanistica e linguistica dell’Istituto. Il volume porta il significativo titolo di “Zingari". Storia dei nomadi a Roma tra accoglienza e rifiuto (Editrice Apes, 2012, 28 euro).
Curiosità, accoglienza, diffidenza, rifiuto: tanti sono stati i sentimenti che nei secoli questo popolo ha mosso negli europei e negli abitanti degli Stati italiani.
Le loro abitudini, le loro credenze, così diverse e lontane, crearono e creano perplessità di ordine vario.
Non si può nascondere che l’abilità nell’inganno e la destrezza delle mani hanno condotto a considerare le popolazioni nomadi un problema di ordine pubblico, tanto sfuggente quanto irresolubile.
Nel tempo, a un iniziale interesse dovuto all’esoticità dei loro stili di vita, affascinanti perché nuovi e bizzarri, si sostituì, soprattutto nelle autorità, la necessità da una parte di regolare gli afflussi e dall’altra di stigmatizzare il modo di vivere così privo di remore di stampo morale.
Ma il fascino della zingara fece breccia nei cuori degli artisti, sempre alla ricerca di stimoli e soggiogati proprio dal mistero delle sue origini e dell’esistenza del suo popolo.
Michelangelo Merisi da Caravaggio: una zingara mentre legge la mano al cavaliere - Pinacoteca Capitolina - Roma
Per l’età contemporanea, dopo gli inquadramenti positivisti e le conclusioni lombrosiane per cui gli zingari erano “delinquenti antropologici”, si crearono le premesse di un atteggiamento di intolleranza diffusa, che in tempi recenti ha assunto talvolta forme violente.
A Roma, nei secoli dell’età moderna, il modo di porsi di fronte a queste popolazioni fu – si può forse dire – duplice: da una parte il governo pontificio emanava normative di una certa severità, sicuramente però più miti che nel resto d’Italia e d’Europa, dall’altra gli abitanti, più o meno assuefatti a questa presenza, la consideravano quando con ironia, quando con sufficienza, quando con fastidio.
L’attualità romana registra, dopo decenni di provvedimenti emergenziali che non hanno risolto il problema degli insediamenti nomadi abusivi e osteggiati dalla popolazione, l’avvio di quella che potrebbe essere la soluzione alle difficoltà sia degli stessi zingari, emarginati e spesso disprezzati, sia degli abitanti delle zone a elevata presenza di campi lasciati al degrado.
Il “Piano nomadi” prevede campi attrezzati, anche se secondo alcuni critici troppo lontani dalla città, e progetti per l’inserimento degli adulti nel mondo del lavoro e dei bambini nel percorso scolastico.
La soluzione può passare in larga misura dalla scuola, luogo dove le culture si intrecciano quasi spontaneamente e la diversità è considerata un arricchimento della persona, di tutte le persone. Anche degli “zingari”.


Scheda tecnica:
Titolo originale: "Zingari". Storia dei nomadi a Roma tra accoglienza e rifiuto
Autore: Benedetto Coccia. Saggi di Giorgio Caravale, Alessandra Cavaterra, Fernando Salsano, Luca D'Orazio
Edizione: 2012 - pp. 285
Prezzo: €. 28,00
ISBN 9788872 330906
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