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lunedì, 05 gennaio 2015 16:14 |
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Pietro Ceccarelli
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Mercoledì 29 ottobre, a Roma, presso la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, è stato presentato il libro di Alessandra Cavaterra, “La rivoluzione culturale di Giovanni Gentile. La nascita della Enciclopedia italiana” .
L’Enciclopedia italiana ha una fama proverbiale: per asseverare una notizia, un dato, si asserisce: “Lo dice la Treccani!” e tanto basta.
Questa autorevolezza è dovuta al lavoro di tanti intellettuali che negli anni Venti e Trenta del secolo scorso collaborarono alla costruzione della prima enciclopedia nazionale con impianto scientifico, voluta da due uomini fortemente interessati a creare un tale strumento di cultura, Giovanni Treccani e Giovanni Gentile. Come e perché essi lo realizzarono ci viene spiegato ora in un gradevole libro appena uscito per le edizioni Cantagalli di Siena e scritto agilmente da Alessandra Cavaterra, nostra collaboratrice e ricercatrice di lungo corso. L'autrice concede a Liberart la seguente intervista:
In quale momento storico è nata l’Enciclopedia italiana?
In un momento in cui c’era una gran voglia di incontrarsi sul terreno della cultura, nonostante (o proprio per questo) il fermento del mondo culturale per la vicenda del Manifesto degli intellettuali fascisti redatto da Gentile e la risposta di Benedetto Croce e di altri intellettuali che si riconoscevano nell’antifascismo: nel febbraio 1925, quando fu creato l’Istituto Giovanni Treccani con l’obiettivo di realizzare l’Enciclopedia italiana, l’Italia si avviava a divenire un regime autoritario. Questo non impedì a Giovanni Gentile e a Giovanni Treccani di porre in essere un ente con quel fine squisitamente culturale, giacché il bisogno di una Enciclopedia nazionale era molto sentito negli ambienti intellettuali.
Chi erano Giovanni Gentile e Giovanni Treccani?
Gentile era il filosofo che vedeva nella compilazione di una enciclopedia impostata scientificamente il compimento della coscienza nazionale italiana, di una unità ottenuta dialetticamente, attraverso “sé” e “l’altro”, dunque coinvolgendo “tutti”, i vicini e i lontani, chi si riconosceva nel fascismo e chi lo avversava. Treccani era un industriale che, con l’investimento in cultura, in imprese culturali, voleva da una parte colmare lacune vistose come quella appunto della mancanza in Italia di un tale tipo di opera enciclopedica, dall’altra acquisire benemerenze in questo campo e forse presentarsi quale “salvatore culturale della Patria”.
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Come era vista l’Enciclopedia?
L’opera, in 35 volumi, compiuta in nove anni, sorta di miracolo editoriale, diede adito a discussioni intorno a diversi suoi aspetti. Molti la vedevano “ipotecata” dal regime fascista, perché il direttore scientifico era Gentile, che aveva aderito al fascismo: rilevavano accondiscendenze in tante voci, la cui impronta politico-culturale appariva evidente; altrettanti, certi settori della variegata realtà fascista, ne stigmatizzavano invece alcune posizioni espresse in certe trattazioni in dissonanza con le loro prospettive ideologiche. La presenza di numerosi autori israeliti generò polemiche dopo l’introduzione della legislazione antiebraica. Insomma, l’Enciclopedia fu al centro di continue polemiche che si riverberarono sulla stampa. E tuttora i giudizi sull’opera sono discordanti.
Quale fu l’organizzazione interna?
La redazione enciclopedica era formata da diverse “sezioni” disciplinari, cui si ricondussero le tante materie che formavano il sapere di allora, ma non solo. Ecco dunque campi di studio tradizionali, come Archeologia, Chirurgia, Diritto pubblico, Storia medievale e moderna, Letteratura italiana, ma anche discipline innovative, quali Storia contemporanea e Aeronautica. Alle sezioni era preposto un direttore, affiancato da uno o più redattori, per la revisione e la correzione degli articoli. Tra i primi vi erano nomi illustri, quali per esempio Ildebrando Pizzetti, Enrico Fermi, Gioacchino Volpe, Nicola Zingarelli, Arrigo Serpieri, Ugo Ojetti, Fortunato Pintor, così come tra i secondi, Emilio Servadio, Ugo La Malfa, Ugo Spirito, Federico Chabod, Bruno Maria Apollonj, Ugo Amaldi, Elio Migliorini. Per non parlare degli autori chiamati a collaborare, più di tremila, di cui oltre cinquecento stranieri, per la compilazione di circa sessantamila “voci”.
Si può dunque dire che nella Enciclopedia italiana era rappresentata tutta la cultura italiana?
Sì, nonostante alcune defezioni clamorose, come quella di Benedetto Croce. Ed è stata un unicum, perché un simile coinvolgimento non si era mai visto né si vide mai più. Ma quello che più sorprende è che ciò sia avvenuto sotto una dittatura.
Scheda tecnica: Titolo originale: La rivoluzione culturale di Giovanni Gentile. La nascita della Enciclopedia italiana
Autore: Alessandra Cavaterra
Edizione: 2014 - pp. 224, brossura Editore: Cantagalli Collana: I fatti e la storia Prezzo: €. 15,00
ISBN 978 - 88 - 6879 - 031 - 8
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