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martedì, 28 aprile 2026 08:15 |
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Pietro Ceccarelli
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Questa poesia è densissima: parla di desiderio, assenza, presenza interiore e di quel tipo di legame che continua a esistere anche quando l’altra persona non c’è più fisicamente accanto. È una voce che parla nel buio, quasi un monologo interiore, dove il silenzio della notte diventa lo spazio in cui i sentimenti non possono più essere nascosti.
Il nucleo emotivo e centrale della poesia è la tensione tra assenza e presenza.
• Assenza concreta:la persona a cui il testo è rivolto non è lì, non è fisicamente presente.
• Presenza interiore: allo stesso tempo, è ovunque, addosso, come un abbraccio che non smette.
Perché anche se non ci sei, io continuo a sentirti addosso, come un abbraccio che non smette
Questa contraddizione è il cuore del testo: la mancanza fa male, ma la presenza interiore è così forte da diventare quasi soffocante. Lo spazio emotivo è definito come fragile e che fa male da respirare, immagine potentissima che rende l’idea di un’aria satura di ricordi, desiderio, nostalgia.
La poesia si svolge nel silenzio pesante della notte. La notte qui non è solo un momento della giornata, ma una condizione psicologica:
La poetessa termina con un’immagine assai toccante:
come un abbraccio che non smette, che non se ne va, che non mi lascia.
L’abbraccio qui è dolce e doloroso insieme: è conforto e prigione. Non smette, non se ne va, non lascia andare. È una presenza che consola e allo stesso tempo impedisce di liberarsi.
In sintesi, la poesia racconta:
• un desiderio urgente e fisico (“Ti voglio qui. Adesso.”),
• una presenza che sopravvive all’assenza,
• una vulnerabilità totale (“senza difese, / senza via d’uscita”),
• un legame che consola e ferisce allo stesso tempo,
• uno spazio interiore saturo di questa persona, al punto da rendere difficile persino respirare.
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Nel silenzio della notte
Ti voglio qui.
Adesso.
Nel silenzio pesante della notte,
quando tutto crolla
e restano solo i pensieri veri,
quelli che non riesco a spegnere.
È lì che ti sento di più,
come un bisogno che brucia sotto pelle,
come qualcosa che non passa,
che insiste,
che resta.
Ti cerco senza difese,
senza via d’uscita.
E giuro che a volte
sembra quasi
che tu mi senta,
che tu risponda,
anche da lontano.
Non andartene.
Anche solo così,
dentro questo spazio fragile
che fa male da respirare,
dove manchi troppo
ma allo stesso tempo
sei ovunque.
Perché anche se non ci sei,
io continuo a sentirti addosso,
come un abbraccio
che non smette,
che non se ne va,
che non mi lascia.
di Elodie Foster
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Elodie Foster
è una scrittrice di origine statunitense. Nata in California, ha trascorso gran parte della sua vita tra i paesaggi di San Francisco, sviluppando una sensibilità artistica nutrita dal contrasto tra la natura e la metropoli.
Oggi vive nelle Marche, in un casale immerso nella campagna collinare. Questo ambiente è diventato la sua fonte centrale di ispirazione: uliveti, vigneti e la vicinanza del mare Adriatico costituiscono lo sfondo ricorrente della sua produzione letteraria. La sua scrittura si muove tra poesia e narrativa, esplorando il dialogo costante tra le radici della Napa Valley e la dimensione contemplativa della vita rurale italiana.
Opere principali:
• Narrativa: Oltre l’intimità (Amazon Libri);
• Racconti 12 nanogrammi di caos quantistico e Testimoni di umanità.
• Poesia: tra cui L’alba in versi, Il quadro, Nel giardino del cuore, Verrà il mattino, Ombre spezzate, Ferite invisibili, Il silenzio che urla e Il colore della quiete.
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