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Pietro Ceccarelli
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L’asse portante del testo è la dignità dell’opera.
Solo quando l’uomo è integro, può marchiare la propria Pietra. Marchiare significa: assumere ciò che si è fatto, riconoscere ciò che si è diventati e accettare che la verità dell’opera ti rappresenti.
La poesia elimina tre motivazioni illusorie: la Vanità, il desiderio di essere visti, la Gloria, il desiderio di essere celebrati e l’Onore, il desiderio di essere riconosciuti.
Sono tre forme dell’ego. Il Marchio non nasce dall’ego, ma dal dovere.
La chiave di volta del testo è la responsabilità. La poesia ci ricorda che l’Artefice non marca per essere ricordato, ma per essere responsabile.
Responsabile dell’opera, responsabile della verità e responsabile del proprio cammino.
Allora scopriamo che il Marchio è Testimonianza, ciò che l’opera dice dell’artefice, Promessa, ciò che l’artefice si impegna a essere e Verità, ciò che non può essere negato.
In sintesi la poesia è un invito a incidere il proprio Marchio solo quando si è degni di portarlo. È un testo sulla maturità, non sull’orgoglio; sulla verità, non sulla visibilità; sulla responsabilità, non sull’ambizione.
È, in fondo, una definizione dell’uomo che diventa Pietra Scelta.
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