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Il Percorso dei Principi: alla scoperta del'entroterra siciliano

mercoledì, 08 luglio 2026 16:25

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San Cataldo (CL), Chiesa Madre Immacolata Concezione (©Begoña Zubero)
Dal nostro inviato
Francesca Bianchi
Il mese scorso a San Cataldo (CL) è stato presentato il libro Il Percorso dei Principi. Viaggio attraverso tredici paesi dell’entroterra siciliano, curato da Giuseppe Di Vita, Luigi Garbato e Angela Giunta, con i testi di Aurelia Speziale, la traduzione di Agnese Tomasella e gli scatti fotografici di Begoña Zubero. La pubblicazione, edita da Lussografica e curata per la veste grafica da Alessandro Fiore, rappresenta il suggello di un progetto corale nato da un’intuizione di padre Speciale, fondatore del Museo diocesano di Caltanissetta.
In un'intervista rilasciata a FtNews Giuseppe Di Vita ha raccontato dettagli e curiosità sul libro. Ha spiegato che i paesi protagonisti del progetto – San Cataldo, Sommatino, Delia, Serradifalco, Montedoro, Bompensiere, Campofranco, Acquaviva Platani, Vallelunga Pratameno, Villalba, Marianopoli, Santa Caterina Villarmosa, Resuttano - sono nati tutti per decreto, a seguito della facoltà di licentia populandi concessa ai signori feudatari per fronteggiare lo spopolamento delle aree interne.
Questo libro sfugge a ogni tentativo di definizione: non è una guida turistica, non è un testo scientifico, ma una sorta di ‘atlante culturale’, un racconto colto e curioso, l’esortazione a lasciarsi coinvolgere in un viaggio nell'entroterra siciliano alla scoperta di luoghi dal fascino antico e attuale, dove destini, storie di uomini e di donne, sogni e rinascite si intrecciano e conquistano.

Venerdì 5 giugno 2026 l'Auditorium della BCC "G. Toniolo e San Michele” di San Cataldo ha ospitato la presentazione del libro Il Percorso dei Principi. Viaggio attraverso tredici paesi dell’entroterra siciliano, edito da Lussografica. Come e con quali finalità è nata questa pubblicazione? Cosa l'ha spinta ad intraprendere questo "viaggio" attraverso tredici paesi dell'entroterra siciliano?
Questa pubblicazione, con i testi di Aurelia Speziale e le fotografie di Begoña Zubero, è nata per suggellare le attività che il Museo Diocesano ha portato avanti sin dal 2020 per promuovere il progetto del Percorso dei Principi, ma non è tanto un punto di arrivo, quanto un invito a viaggiare alla scoperta dei paesi di nuova fondazione nell’entroterra siciliano. Riscoprire l’identità di questi paesi e promuovere un turismo diverso, legato alle esperienze e alla ricerca delle radici, è la proposta che il Museo Diocesano di Caltanissetta suggerisce con il Percorso dei Principi.

Perché si parla di percorso dei Principi? A cosa si fa riferimento con questa espressione?
Nasce da un’idea di padre Giovanni Speciale, fondatore, nel 1983, del Museo Diocesano di Caltanissetta. Nei primi anni 2000, per poter accedere ad alcuni finanziamenti europei, la CESI chiese alle diocesi siciliane di proporre progetti per lo sviluppo turistico locale. Padre Speciale si focalizzò sui paesi più piccoli del territorio diocesano, trovando come trait d'union la loro fondazione: si tratta infatti di paesi sorti tra il XVI e il XVIII secolo per volere dei signori feudatari, i “principi” appunto, che grazie alla licentia populandi concessa dalla Corona potevano popolare e rendere fertile il vasto latifondo del centro Sicilia.

Cosa si intende quando si afferma che il libro non è una guida turistica, ma una sorta di atlante culturale?
Il libro non è una vera e propria guida, anche se ne richiama alcuni aspetti, ma è più un racconto del territorio, una collezione di aneddoti, storie, curiosità e tradizioni che si intrecciano e che, paese dopo paese, portano non solo chi li abita, ma anche i potenziali turisti a comprendere la bellezza di questi luoghi ricchi di fascino e di storia.
Santa Caterina Villarmosa (CL), processione del SS. Crocifisso delle Rocche (© Begoña Zubero)
Quali sono e in base a cosa sono stati scelti i 13 paesi dell'entroterra? Cosa li accomuna?
I 13 paesi del Percorso sono San Cataldo, Sommatino, Delia, Serradifalco, Montedoro, Bompensiere, Campofranco, Acquaviva Platani, Vallelunga Pratameno, Villalba, Marianopoli, Santa Caterina Villarmosa e Resuttano. Tutti fondati dai signori feudali che vivevano nella capitale del Regno di Sicilia, Palermo, ma i loro possedimenti si trovavano nel vasto territorio al centro dell’Isola.

Oggi questi paesi come si mostrano al turista?
Si mostrano nella loro autentica semplicità: case basse, piazzette adibite a campetti di calcio improvvisati dai bambini, chiese ricche di opere d’arte, panifici che con i loro prodotti inebriano l’aria di profumi invitanti, feste religiose e momenti di convivialità condivisa negli spazi pubblici, il tutto immerso in una natura quasi incontaminata che cresce spontanea sulle dolci colline dell’entroterra siciliano.

Nella stesura di questo libro quanto ha attinto al lavoro e all'attività di ricerca degli storici locali?
L’autrice dei testi è la prof.ssa Aurelia Speziale, alla quale io e gli altri curatori del libro abbiamo passato le schede prodotte dagli storici locali che abbiamo interpellato in occasione della mostra documentaria sul Percorso dei Principi, allestita nelle sale del Museo Diocesano di Caltanissetta nel 2020. Sicuramente il lavoro degli storici è stato prezioso per impostare la ricerca, ma l’obiettivo del nuovo testo è quello di offrire un racconto preciso e al tempo stesso scorrevole e accattivante dei paesi del Percorso.

Quanto è importante oggi riflettere su temi quali il “turismo delle radici”, il cicloturismo, lo storytelling culturale?
Per il Museo Diocesano di Caltanissetta è fondamentale, soprattutto alla luce delle riflessioni emerse lo scorso 5 giugno. Il cicloturismo, il “turismo delle radici” e lo storytelling culturale sono tre “ingredienti” che, se ben amalgamati tra loro, possono costituire una interessante ricetta per il rilancio culturale e turistico del centro Sicilia secondo logiche ecosostenibili e rispettose dell’identità e dei ritmi dei luoghi.

Quali appuntamenti ha in programma per far conoscere il progetto?
Dopo la presentazione del libro a San Cataldo, stiamo lavorando sul prosieguo, altre presentazioni, eventi dedicati, insomma siamo ancora nella fase progettuale. Il Museo Diocesano di Caltanissetta ha voluto mettere a disposizione delle comunità locali questo libro e il progetto del Percorso dei Principi, dopo averlo coltivato e portato avanti per sei anni, in modo tale che ciascun attore – Comune, Pro loco, imprenditori, cittadini – per la propria parte possa farlo proprio e declinarlo con attività proprie. Un esempio è il giro che il Vespa Club di Caltanissetta ha in programma il prossimo 6 settembre 2026.

Quale messaggio si augura possa arrivare ai lettori de Il Percorso dei Principi? Che il territorio del centro Sicilia non è periferia né inesorabilmente un deserto demografico, è il luogo in cui viviamo, dobbiamo prendere consapevolezza della sua storia e delle sue potenzialità, così da poterle comunicare e promuovere al turista che intende fare un’esperienza diversa e, per certi versi, più autentica della Sicilia rurale.
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