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martedì, 20 ottobre 2015 10:00 |
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Andrea Ardone
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Negli ultimi anni il fumetto italiano sta vivendo una seconda giovinezza, fatta di prodotti nuovi, autori che prepotentemente si impongono sul palcoscenico editoriale e di realtà sulla strada del rinnovamento. Questo fermento che sta vivendo la scena fumettistica nostrana, solamente fino a poco tempo fa, era tutt’altro che prevedibile, data la pesante emorragia di vendite che stava colpendo duramente il settore. Di questa rinascita, se così si può definire, sono protagoniste sopratutto due realtà, molto diverse fra loro ed al contempo con molteplici caratteristiche in comune, che stanno letteralmente dominando il panorama italiano: la Bonelli e la Bao Publishing.
La Sergio Bonelli Editore rappresenta la Tradizione ( con la T maiuscola), è una delle più longeve case editrici che si occupano della nona arte in Italia e molti personaggi nostrani conosciuti in tutto il mondo sono nati dalle penne e dalle matite dei suoi autori. Citandone solamente due, come Tex e Dylan Dog, si corre il rischio di non fare giustizia. Con il passare degli anni, però, l’impronta tradizionalista della società milanese ha iniziato a pesare sulle spalle dei suoi autori e soprattutto dei suoi personaggi, accusati spesso e volentieri di essere sempre troppo uguali a sé stessi e di non stare al passo con i tempi.
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Partendo da questo tipo di critiche la Bonelli ha subìto e sta continuando a subire una notevole fase di modernizzazione che riguarda tutti i livelli del processo editoriale, con cambiamenti negli stili del disegno e della scrittura, con l’introduzione di nuove collane dal tratto moderno, fino ad arrivare ad un cambiamento nell’organigramma societario.
L’altro grande polo che sta contribuendo in maniera decisiva al cambiamento del fumetto italiano è, come abbiamo detto, la Bao Publishing, società anch’essa con sede a Milano che, sin dalla sua recente fondazione, nel 2010, si è saputa imporre sul palcoscenico grazie anche ad una strategia editoriale moderna, aggressiva e, ciò che più conta, vincente. La più grande differenza fra Bonelli e Bao è che, mentre la prima punta unicamente sui suoi personaggi e storie inedite, che sono divise in collane editoriali, la seconda suddivide la propria offerta fra opere straniere di cui ha acquisito i diritti per la stampa in Italia ed autori italiani, esordienti o affermati. Sicuramente l’autore di punta di questa casa editrice è Michele Rech, in arte Zerocalcare, che nel giro di pochissimo tempo è stato travolto da un’ondata di popolarità che, come lui stesso ha ribadito più volte, è stata completamente imprevista ed imprevedibile.
Ciò che è da tenere d’occhio, però, oltre alle diverse caratteristiche di ognuna di queste due realtà prese distintamente, è ciò che entrambe stanno costruendo insieme, in stretta collaborazione l’una con l’altra.
Il primo passo di questa partnership è stata la ripubblicazione, in edizione pregiata, da parte della Bao nel 2013 di Mater Morbi, racconto con protagonista Dylan Dog che era apparso sulla collana principale del celeberrimo indagatore dell’incubo tre anni prima. A partire da questo primo step, i rapporti tra le due case editrici milanesi sono diventati sempre più frequenti e proficui.
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Sono ormai diverse le storie di Dylan Dog ripubblicate in edizione da fumetteria, anche se forse il prodotto di punta di questa collaborazione è la riproposizione di una delle serie italiane che più ha fatto parlare di sé negli ultimi anni, ovvero Orfani. Scritta da Roberto Recchioni, questa collana è probabilmente il prodotto che meglio rappresenta il cambiamento che la Bonelli sta affrontando, dato che si discosta dalla struttura narrativa e dalla veste grafica tipiche della casa editrice. Giunta ormai alla sua terza stagione, oltre ad affrontare il tema della fantascienza, è la prima collana della SBE interamente a colori, che ora la Bao sta ristampando in edizione pregiata riservata alle fumetterie, con contenuti inediti ed extra.
Probabilmente questo è solamente l’inizio, dato che tramite i propri account Facebook e Twitter le due case editrici hanno annunciato che questa collaborazione è ben lontana dal terminare, e novità saranno presto svelate al Lucca Comics&Games 2015, appuntamento immancabile per tutti coloro che vogliono conoscere tutte le novità editoriali del settore.
Dopo una lunga crisi il fumetto italiano sta quindi pian piano uscendo dal pantano, complice anche una rinnovata credibilità che sta riscuotendo in tutti gli ambiti culturali, uscendo da quella definizione di prodotto di nicchia che troppo spesso e ingiustamente gli viene attribuita. Negli ultimi due anni alla finale del Premio Strega hanno avuto accesso due autori di graphic novel: Zerocalcare (ancora lui) e Gianni Pacinotti (in arte Gipi), a riprova del fatto che finalmente viene attribuita anche alla nona arte l’importanza che merita.
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