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Basile Giacomini: AbilMente scrittrice da una vita!

mercoledì, 11 febbraio 2015 18:10

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Dal nostro inviato
Lisa Di Giovanni

Flavia Basile Giacomini nasce a Roma il 28 agosto 1974. Studia sociologia con indirizzo “Comunicazione e mass media” all’Università La Sapienza di Roma.
Sposata, con tre figli, si definisce innanzitutto una madre. Frequenta la scuola di scrittura della Eri-Rai “Il libro che non c’è”, accedendovi per concorso selettivo e conseguendo l’attestato finale nel marzo 2014.
Attualmente frequenta il corso di secondo livello presso la Scuola Omero.
Scrittrice di successo, ha conquistato il suo pubblico con il passaparola, collezionando diversi riconoscimenti in premi letterari prestigiosi.
Attualmente ha pubblicato tre romanzi Angelo di strada, Su Ali d’aquila e Michael Frost, tutti reperibili sulla piattaforma Youcanprint, dopo una serie di vicissitudini editoriali.
Ama scrivere, comunicare, si emoziona, è passionale, istintiva, una vera guerriera.
Non ha nessuna intenzione di lasciare i suoi scritti nel cassetto, altroché è un fiume di parole in piena.
Un tris di romanzi, tutti di genere diverso! Una sfida? Oppure abilità e maestria?
Ftnews vi presenta Flavia attraverso un’intensa ed inedita intervista.
Buona lettura!
Cosa vorresti dire ai tuoi lettori, che non abbiamo ancora scoperto nel tuo blog o nei tuoi romanzi riguardo a Flavia?
Nessun segreto con i miei lettori, non ho mai voluto creare zone d’ombra su di me, il mio personale “coming out” è stato una liberazione dalla quale sono partita per un rapporto totalmente sincero con loro.
Sono quello che sono e oggi ne vado fiera. Perché ne sono uscita e posso testimoniare che si può guarire dall’autolesionismo e dalla depressione clinica.

Se ti chiedessi di parlare di cosa provi quando scrivi, dei tuoi conflitti, delle tue paure, cosa risponderesti?
Scrivere per me è estraniamento totale dalla realtà, esteriorizzazione di tutto ciò che ho dentro anche, e spesso, a livello inconscio.
Certamente le esperienze forti che ho vissuto nella vita, anche se superate, mi hanno lasciato in fondo all’anima un sedimento fangoso nel quale vado a scavare.
Scrivere è una malattia che dà dipendenza e nello stesso tempo cura le ferite e aiuta ad analizzare la propria vita e la visione generale che uno ha sul mondo.

Scrivi per successo o per bisogno? Cosa ti spinge realmente?
In realtà ho sempre rifiutato di scrivere. La mia formazione è stata tutta basata sulla scrittura come obiettivo ultimo sebbene io sentissi che questa strada mi era imposta.
Sono trascorsi vent’anni in cui, lasciata l’università, mi sono dedicata esclusivamente al mio matrimonio e alla famiglia.
Sono accaduti eventi traumatici che hanno cambiato la mia visione sulla vita e sul mondo ed è stato in quel momento che ho sentito forte la necessità di comunicare.
Né per successo e nemmeno per bisogno, scrivo perché ciò che ho visto e vissuto non sia stato inutile.
Scrivo per regalare speranze, perché so che cosa significhi vivere nel buio più completo.
Angelo di strada, Su Ali d’aquila e Michael Frost, tre romanzi, tre generi diversi perché? E qual è quello che ti appartiene di più?
Tre generi per sfidare le mie capacità letterarie, perché non riesco a chiudermi in schemi imposti.
Quello che mi appartiene di più è certamente Ali, autobiografico quasi completamente, al punto da rappresentare una testimonianza.
Quello che amo di più: Angelo. Lo sento mio, plasmato dal mio cuore.
Michael invece mi ha fatto innamorare della scrittura, mi ha divertito molto, una sfida vera e propria.

Hai dichiarato che non lasceresti nessuno scritto chiuso nel cassetto, se ti trovassi a scrivere un romanzo completamente erotico lo pubblicheresti?
In “Su ali d’aquila” ci sono alcune scene erotiche abbastanza forti, pur non essendo il romanzo incasellabile in questo genere, perciò non avrei problemi di sorta se avessi una buona trama da elaborare in questo senso.

Che cosa sogni per il tuo futuro? E che cosa ti aspetti dalla vita?
Al momento il mio desiderio più grande è avere un editore serio alle spalle, che davvero creda nel mio lavoro e nella bontà della mia scrittura.
Dalla vita ho avuto tutto, il meglio e il peggio e poi di nuovo il meglio, ed ho imparato che aspettare non serve a niente, bisogna fare e costruire giorno dopo giorno la vita che si vuole vivere.

Il mare d’inverno è come l’anima.
Non c’è niente di più mobile
e al medesimo tempo di più statico
del cielo greve di pioggia
che si fonde con l’esplosione delle onde
scaraventate dal vento contro un muro di scogli.
È proprio come la mia anima questo mare:
senza tregua i suoi moti,
senza silenzi il suo scrosciare.


Flavia Basile Giacomini (1997)

Web site: https://liberamenteflavia.wordpress.com/
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