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L'Aleatico di Gradoli protagonista della masterclass

mercoledì, 05 giugno 2024 17:52

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Barbara Panariello
Si è svolto, lo scorso 11 maggio presso l'hotel Colombo, la seconda edizione di ViniAmo uno degli aventi più attesi da appassionati, wineblogger e operatori del settore.
Molte le etichette presenti italiane e straniere con focus sull'Aleatico nella masterclass ideata e condotta dalla sommelier e wine blogger Cristina Santini. L'Aleatico è un vitigno a bacca nera semiaromatico presente soprattutto in Toscana, Lazio e Puglia e probabile discendente della famiglia dei Moscati. Attualmente tre sono le denominazioni ufficiali dell'Aleatico in purezza ed in blend dal 1970: l’Aleatico dell'Elba DOCG, l'Aleatico di Gradoli DOC nel Lazio, l'Aleatico di Puglia DOC ed il Salice Salentino. Dal sapore dolce e semiaromatico e data dalla quantità di zuccheri presenti, l'Aleatico si caratterizza per la produzione di vini dolci e passiti, tuttavia è ottimo anche come vino secco. L'Aleatico di Gradoli DOC 1972 Dopo un excursus storico sulla storia, nascita, sviluppo ed evoluzione del celebre e raro vitigno, Cristina Santini ha spostato il focus della masterclass sull'Aleatico di Gradoli doc dal 1972 e prodotto, secondo il disciplinare, solo nei comuni di Gradoli, Grotte di Castro, san Lorenzo nuovo e nell'area di Latera. Il territorio di produzione dell'Aleatico di Gradoli è intorno al lago di Bolsena, coltivato su suoli di origine vulcanica, mentre I vitigni sono situati ad un altezza variabile tra I 305 e 600 metri slm. L'Aleatico ha origini remote nel territori viterbese. Coltivato fin dal tempo degli Etruschi, abili viticoltori, passato poi ai Romani ed attraverso i secoli, anche quelli più bui, l’Aleatico è giunto fino ai noi. Nel corso della masterclass si è avuta occasione di degustare otto tipi di Aleatico di Gradoli doc dell'azienda di Antonella Pacchiarotti, introdotti dalla spiegazione della produttrice e titolare stessa. Due bianchi, Matee, del 2016 e 2020, due rossi Cavarosso 2016 e 2020, due Rosé, Ramatico, 2016 e 2020 ed infine due passiti, Botunì, del 2008 e 2016. La masterclass ha suscitato interesse e curiosità tra I presenti, giornalisti, addetti del settore e appassionati che hanno rivolto domande e curiosità alla conduttrice della masterclass ed alla produttrice sulla coltivazione e la produzione dell'Aleatico di Gradoli.
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