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lunedì, 12 gennaio 2026 11:56 |
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Dal nostro inviato
Francesca Bianchi
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Venerdì 23 gennaio al Museo Civico "Franco Libero Belgiorno" di Modica (RG), presso il Palazzo della Cultura, sito in Corso Umberto I, 149, sarà inaugurata la mostra Modica fra Siculi e Greci. Saranno esposti reperti archeologici rinvenuti a Modica nell' '800 e negli anni '30 del secolo scorso, finora conservati al Museo Archeologico Regionale "Paolo Orsi" di Siracusa o al Museo Archeologico Ibleo di Ragusa. La mostra sarà l'occasione per un incontro scientifico sul tema dei rapporti fra Greci e Siculi, nel corso del quale interverranno i professori Carmelo Bennardo, Direttore del Museo Archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa, Massimo Cultraro (Cnr e Università di Palermo), Giovanni Di Stefano (Direttore onorario Museo Modica), Massimo Frasca (Università di Catania) e Angela Maria Manenti (Museo Archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa).
Intervistato da FtNews, l'archeologo Giovanni Di Stefano ha raccontato alcuni dettagli sulla mostra.
Prof. Di Stefano, come e con quali obiettivi è nata la mostra Modica fra Siculi e Greci?
La mostra fa parte di un programma che da tempo la Direzione del Museo e l'Amministrazione comunale di Modica portano avanti con lo scopo di favorire l'esposizione nel Museo dei reperti rinvenuti a Modica e nel territorio nel corso dell' '800 e del '900, finora conservati al Museo archeologico Regionale "Paolo Orsi" di Siracusa o al Museo Archeologico Ibleo di Ragusa. Sono già state realizzate alcune esposizioni, ancora in corso nelle varie sale del Museo di Modica: l'hydria, vaso a tre manici per contenere acqua, a vernice nera del V sec. a.C., con la scena figurata, a figure rosse, del Giudizio di Paride; i resti di un cavallo in bronzo di epoca ellenistica; una preghiera cristiano-giudaica in greco, scritta su una lastra di roccia.
Queste esposizioni, fra le quali anche una testa-ritratto in marmo di Lucio Cesare, nipote di Augusto, oggi esposta al Museo di Siracusa, hanno permesso di contestualizzare i reperti nel territorio di provenienza, consentendo ai visitatori di riflettere, attraverso la visione diretta degli oggetti, sulla storia del territorio. Inoltre, nell'ambito del progetto "Scuola-Museo" è stato possibile effettuare un'operazione di didattica museale.
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Quali saranno i reperti protagonisti della mostra Modica fra Siculi e Greci?
Nelle sale del Museo di Modica sarà esposta una collezione di asce in pietra rinvenute in località San Giacomo, donata a Paolo Orsi dal sacerdote Spadaro nel 1898. Queste asce, databili al tardo bronzo, sono legate sia alla storia del territorio modicano che a quella del collezionismo nell'area alla fine dell'Ottocento. Sarà esposto anche un calderone in terracotta di produzione sicula, databile fra il 730 e il 700 a.C. e rinvenuto fra il 1925 e il 1930, insieme a ceramiche greche protoarcaiche e ceramiche sicule, in via Polara, accanto alla chiesa di San Giorgio, a Modica, all'interno di due tombe a grotticella. Tali tombe confermano la presenza a Modica di un importante villaggio siculo, raggiunto alla fine dell'VIII sec. a.C. da importazioni greche, a conferma dell'avvio di processi di acculturazione fra la civiltà grecale sicula.
Cosa ci dicono questi reperti del rapporto tra Siculi e Greci?
I reperti in mostra, tra cui il calderone dell'VIII sec. a.C., di fabbrica indigena, rinvenuto in via Polara, confermano la presenza a Modica, poco prima dell'arrivo dei Greci, di un consistente nucleo siculo aperto agli scambi commerciali con i coloni greci protocoloni di Siracusa. Nelle tombe indigene di via Polara, infatti, sono stare rinvenute rare importazioni di coppe greche.
Quale messaggio si augura possa arrivare ai visitatori della mostra?
Il visitatore può percepire che il Museo di Modica non è un Istituto museale "bloccato", ma piuttosto dinamico, dove le collezioni si aggiornano continuamente, offrendo la possibilità di poter fruire di nuove informazioni.
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