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Inoltre i protocolli per le linee guida per lo screening del cancro cervicale devono ancora essere sviluppati su come i pazienti con test HPV positivo dovrebbero essere seguiti, anche se la FDA ha dichiarato che le donne che hanno un HPV test positivo per i genotipi 16 o 18 (sono le tipologie a rischio più elevato) devono essere sottoposte a colposcopia (esame che permette la visione ingrandita della cervice uterina, parte più esterna del collo dell'utero, consentendo al medico di rilevare anomalie, eventuali lesioni, alterazioni o neoplasie che potrebbero sfuggire ad una visione ad occhio nudo).
I due genotipi di HPV, 16 e 18, rappresentano 70% del cancro cervicale.
Il test HPV fornisce un livello più sensibile di selezione che il pap test. Infatti con il pap test si cerca le celle anormali invece con il test HPV si cerca la presenza del DNA di HPV stesso, considerando che il cancro cervicale è causato dal papilloma virus umano (HPV), che è un virus a trasmissione sessuale. Quindi utilizzando un prelievo di cellule cervicali, con il test cobas HPV si rileva il DNA dei vari tipi di HPV "ad alto rischio" che sono associati al cancro cervicale.
Il Pap test non sta andando in pensione ma ora le donne hanno un’opzione in più da scegliere, con il proprio medico, lo screening più idoneo.
Le linee guida europee e la Commissione Oncologica Nazionale consigliano un Pap test ogni tre anni e questo dovrebbe valere anche per il test HPV.
I ricercatori americani consigliano, poi, a tutti i genitori di far vaccinare i propri figli, maschi e femmine, contro il virus HPV, perché considerano il vaccino sicuro ed efficace e ritengono che sia il metodo migliore per prevenire il cancro cervicale.
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