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Il viaggio di Pavese attraverso la lettura e la scrittura

martedì, 30 giugno 2026 17:51

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Francesca Bianchi
Si concluderà il 30 giugno la mostra Il viaggio di Pavese. Impariamo di nuovo a leggere, impariamo di nuovo a scrivere, curata dal collezionista Claudio Pavese per la Fondazione Cesare Pavese e allestita nella Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo di Santo Stefano Belbo (CN). La mostra è un invito a riscoprire l’amore per la lettura e la scrittura cui Cesare Pavese si dedicò incessantemente, in un viaggio metaforico ricostruito simbolicamente a partire da abbecedari d’epoca fino ad arrivare alle opere della celebre collana Einaudi I coralli, che con La luna e i falò chiude la parabola esistenziale e intellettuale dell’autore.
Cesare Pavese non varcò mai i confini del nostro Paese, non prese mai l’aereo, non mise mai piede nell’America tanto vagheggiata da giovane, non fece mai lunghi viaggi: il viaggio più lungo lo fece in treno, con le manette ai polsi, per raggiungere il suo luogo di confino in Calabria. Nonostante ciò, fu tutt'altro che un personaggio sedentario: il suo fu un giro del mondo mentale e spirituale compiuto grazie alla lettura e alla scrittura. La mostra rende omaggio a questo particolare modo di “viaggiare”, rappresentandone simbolicamente le due stazioni fondamentali: quella di partenza e quella di arrivo.
Nella navata destra sono esposti alcuni esemplari d’epoca di abbecedari scolastici da parete – primi strumenti di supporto alla lettura e alla scrittura – simili a quelli in uso nelle scuole elementari che Pavese frequentò, per il primo anno, a Santo Stefano Belbo. Nella navata sinistra sono esposti alcuni libri della famosa collana Einaudi I coralli, da sempre ritenuta, a ragione, “la sua collana”: Pavese la fece nascere e la curò dal 1947 al 1950; in questa serie, inoltre, furono raccolte e diffuse tutte le sue opere.
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