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giovedì, 11 giugno 2026 08:42 |
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Pietro Ceccarelli
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In questa poesia si dispiega un dialogo che non appartiene alla semplice natura, ma alla geografia sacra dell’anima. Il vento, il mare e l’amore non sono elementi scenici, né cornici decorative: sono forze agenti, principi viventi, presenze che operano come ministri invisibili di un destino già scritto nell’interiorità della voce poetica.
Il vento non è meteorologia, non è aria in movimento: è presagio, messaggero, rivelatore. È il soffio che porta un nome prima ancora che venga pronunciato, la corrente che anticipa l’incontro, la voce che sussurra ciò che l’anima già conosce ma non ha ancora osato dire. Nel suo passaggio, il vento non informa: annuncia.
Il mare, con la sua soglia di sabbia e di schiuma, non è semplice paesaggio: è confine e tempio, luogo in cui il tempo si sospende e la memoria si purifica. Le onde che cancellano i passi non distruggono, ma consacrano: eliminano il superfluo, sciolgono il passato, preparano il terreno a ciò che deve emergere. Il mare diventa così il grande custode del silenzio in cui l’amore si riconosce.
E infine l’amore, che non appare come sentimento umano, ma come forza primordiale, legge segreta che precede ogni gesto, ogni chiamata, ogni incontro. È l’amore che muove il vento, che orienta il mare, che guida i passi dell’io poetico. È l’amore che chiama l’altro prima ancora che la voce lo pronunci; è l’amore che unisce ciò che sembra distante; è l’amore che rivela che nulla è accaduto per caso, perché tutto era già inscritto nella profondità dell’essere.
Così la poesia non racconta un evento, ma una epifania: la scoperta che ciò che sembrava provenire dall’esterno - il vento che porta un nome, il mare che ferma il tempo - è in realtà il riflesso di un movimento interiore, antico e infinito. Il mondo naturale non anticipa l’amato: è l’amore stesso, già vivo e totale, a condurre l’altro verso di sé, come una forza che non chiede permesso e non conosce distanza.
In questa visione solenne, vento, mare e amore diventano i tre officianti di un rito segreto: il rito della rivelazione di ciò che è sempre stato.
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Il richiamo del vento
Sul bagnasciuga camminavo sola,
e già il tuo nome bruciava nel vento.
Ti vedevo accanto, senza distanza,
come se il mare fermasse il tempo.
Le mani unite, un solo respiro,
e l’onda che cancella ogni passaggio.
Restava solo il nostro destino,
scritto leggero sulla sabbia in viaggio.
Poi un suono. Uno squillo. Silenzio spezzato.
Il mondo si ferma, il cuore sospeso.
Eri tu, prima ancora del mio chiamato,
a trovare nel vento il mio stesso peso.
E in un istante soltanto ho capito:
non era il mare a cercarti per me,
ma il mio stesso amore, infinito,
che ti aveva già portato a sé.
di Elodie Foster
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Elodie Foster
è una scrittrice di origine statunitense. Nata in California, ha trascorso gran parte della sua vita tra i paesaggi di San Francisco, sviluppando una sensibilità artistica nutrita dal contrasto tra la natura e la metropoli.
Oggi vive nelle Marche, in un casale immerso nella campagna collinare. Questo ambiente è diventato la sua fonte centrale di ispirazione: uliveti, vigneti e la vicinanza del mare Adriatico costituiscono lo sfondo ricorrente della sua produzione letteraria. La sua scrittura si muove tra poesia e narrativa, esplorando il dialogo costante tra le radici della Napa Valley e la dimensione contemplativa della vita rurale italiana.
Opere principali:
• Narrativa: Oltre l’intimità (Amazon Libri);
• Racconti 12 nanogrammi di caos quantistico e Testimoni di umanità.
• Poesia: tra cui L’alba in versi, Il quadro, Nel giardino del cuore, Verrà il mattino, Ombre spezzate, Ferite invisibili, Il silenzio che urla e Il colore della quiete.
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ANCORA - 08/05/2026 07:37:33
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